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I VINI
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Consorzio Tutela Moscato di Scanzo
Provincia di Bergamo
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Il Consorzio Tutela Moscato di Scanzo si costituisce con atto notarile nel 1993, dalla trasformazione dell’Associazione Produttori Moscato di Scanzo formatasi nel 1982. Il Consorzio si pose come primo obiettivo il miglioramento del prodotto, una maggior omogeneità nelle operazioni di lavorazione, ripromettendosi, pur sempre, di giungere ad un riconoscimento autonomo rispetto al Valcalepio.
Il Moscato di Scanzo sembra essere uno dei vini più antichi d’Italia dato che se ne trovano tracce documentali a partire dal 1372 in un carteggio del vescovo feudatario della Tribulina di Scanzo. Da sempre è prodotto sulle colline moreniche del comune di Scanzorosciate, colline che, dipartendosi dall’ansa del fiume Serio, si sviluppano fino al lago di Endine e di Sarnico.
Il terreno di Scanzorosciate, composto dal degrado della pietra di luna, pare favorire in modo unico la produzione di tali uve e vino.
La zona di produzione della DOC riguarda solo la parte collinare del comune di Scanzorosciate e il lato meridionale.
La superficie interessata è quindi di circa tre chilometri quadrati, per cui si può affermare che è la DOC più piccola d’Italia. Il Consorzio di Tutela partecipa alle varie manifestazioni enologiche nazionali e internazionali e rilascia il bollino di qualità. Per il Moscato di Scanzo è stata adottata quale contenitore identificativo e distintivo la bottiglia “futura” da 500 ml.
Moscato di Scanzo DOC
Il Moscato di Scanzo si ottiene da uve a bacca rossa provenienti da vitigno autoctono. Sono stati selezionati tre cloni a maggiore e migliore produttività. Gli allevamenti maggiormente praticati sono a pergola e a cordone speronato. Il grappolo si presenta piccolo, spargolo, con acini ben distanziati.La raccolta avviene nel mese di ottobre e le uve vengono messe ad appassire in locali condizionati con temperatura non superiore ai 14 °C e bassa umidità.
I grappoli vengono rivoltati su graticci durante l’appassimento che può durare dai 40 ai 50 giorni.
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